Finalmente, dopo tanti
maltrattamenti e varie destinazioni d´uso, il restauro del bastione
del Salice di Fossano è realtà. L´iniziativa è
stata voluta da tre enti che hanno concorso al ripristino del più
significativo esempio ancora esistente della cinta muraria, che ha a
lungo circondato e protetto il nucleo cittadino: la Consulta per la
valorizzazione dei beni artistici e culturali, il Comune e la Fondazione
Crf, con il contributo della Fondazione Crt. Il bastione, costruito
nel XVI secolo dall'architetto milanese Olgiati, come opera di difesa
della città, poi servì da belvedere, salotto buono della
Fossano «bene», rifugio antiaereo, cumulo di terriccio e
infine sfondo per il monumento dei Caduti. Gli antichi edifici sono
la memoria storica del nostro passato e il «Dehor» è
l´ultimo e significativo pezzo delle antiche mura.
I fossanesi più anziani raccontano che «la gente si vestiva
in pompa magna, come per la messa grande delle 11,30. Si saliva la scalinata
come dei divi. Certo, l´ambiente era un po´ sofisticato,
ma era bello, era un luogo d´incontro. D´estate si giocava
a tennis, a ping pong e nell´angolo suonava l´orchestra
e si ballava». Il bastione ha vissuto negli anni momenti difficili.
Nel 1846 il Comune aveva votato per l´atterramento delle mura,
che rappresentavano un impedimento all´espansione della città.
Ma il bastione si salvò dall´operazione. Nel 1884 una nuova
delibera del Comune aveva previsto l´abbattimento per realizzare,
in asse con il prolungamento di via Roma, la caserma Bava. L´iniziativa
non andò in porto. Nel 1947 un referendum popolare, l´80%
dei voti si pronunciò per abbatterlo: a bloccare fu la Soprintendenza
alle Belle Arti. Nel 1963 è stata eliminata la scalinata antistante
al bastione ed eretto il monumento ai Caduti. Nel 2002 è arrivato
il restauro, che ha riportato la sua struttura alla pianta originaria.
(da la Stampa
del 8/6/2002, Cuneo)