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| Puntuale, come ogni anno, anche quest’estate
ha riaperto i suoi battenti al pubblico il Forte Bramafam di Bardonecchia,
gestito dall’Associazione per gli Studi di Storia e di Architettura militare
di Torino. Dal 1995 ad oggi, gli interventi di rivalutazione storica ed
ambientale dell’opera fortificata, promossi dall’associazione, hanno permesso
di recuperare almeno una parte del complesso, così da farne un interessante
punto di richiamo per il turismo storico-culturale della Valle di Susa
e del Piemonte. Le opere finora realizzate hanno infatti fatto riaffiorare
dalla vegetazione infestante e dai cumuli di rovine le strutture originarie.
All'interno numerosi locali sono stati sgombrati dalle macerie, parzialmente
risanati dalle infiltrazioni e soprattutto, resi sicuri da vari interventi,
quali il rifacimento di gradini, parapetti, infissi, serramenti e putrelle
di sostegno delle volte.
I lavori, dal 1995, hanno richiesto oltre 23000 ore lavorative prestate dai soci volontari e circa 580 milioni ottenuti dall’autofinanziamento e dai contributi di vari enti pubblici, tra i quali l'Assessorato ai Beni Culturali della Regione Piemonte, il Comune di Bardonecchia, la Comunità Montana Alta Valle Susa, ed alcuni istituti di credito. Una conferma del crescente interesse per questo settore viene dal numero, in progressiva ascesa, dei turisti che dal 1996 ad oggi si sono recati a visitare il Forte Bramafam. Il primo anno furono oltre 1000 in nove giorni di apertura, nel 1999 hanno superato le 3000 unità in tredici giorni. Anche quest'anno il Forte ha confermato le presenze, oltre 3000 visitatori in soli tredici giorni di apertura (quelli di agosto - tutte le guide e gli operatori sono volontari!). Il risultato è certamente positivo, soprattutto se si considera che la pubblicità al riguardo è ancora, per certi aspetti piuttosto carente e che al Bramafam, non essendo posto su una via di grande scorrimento, non si arriva certamente per caso. Particolare interesse suscita la fedele ricostruzione di diversi ambienti del forte di fine ottocento e degli anni quaranta, resa possibile grazie alla cospicua quantità di materiale originario recuperato dall'associazione o messo a disposizione da soci e collezionisti. I visitatori potranno quindi vedere come si presentavano il corpo di guardia, la sezione di mascalcia, la stanza dell'ufficiale di picchetto, l'ufficio ottocentesco del comandante del 6° Reggimento Artiglieria da Fortezza, la camerata truppa, l'infermeria, la mensa ufficiali, la cucina. All'interno dell'area espositiva è stata realizzata inoltre la fedele ricostruzione di una trincea della Prima Guerra Mondiale dentro la quale si sviluppa parte dell'itinerario di visita. Come se tutto ciò non bastasse, si è potuto notare che gli allestimenti erano "abitati" da settantacinque manichini, tutti vestiti con uniformi originali del Regio Esercito per gli anni che vanno dal 1885 al 1943: è di sicuro il piatto forte del Bramafam, che vale anche da solo una visita. Si tratta infatti di una delle più importanti collezioni di quest'ambito storico, allestita con competenza dal presidente dell’Associazione Pier Giorgio Corino che, tra l’altro, ha recentemente curato anche l’allestimento della collezione di uniformi degli Alpini esposta nel Forte di Exilles. Con l’ampliamento degli spazi espositivi del Bramafam, che prevede il recupero della caserma truppa, la raccolta arriverà all’importante traguardo dei cento pezzi, entrando a pieno diritto fra le prime dieci collezioni di uniformi presenti in Italia. Un risultato per cui il Presidente e l’Associazione sono giustamente orgogliosi. Insomma un museo storico che cresce di anno in anno e che è diventato un fiore all’occhiello per Bardonecchia e un polo di attrazione turistica per l’intera valle. Vale la pena di farsi un giro, visitarlo e di capire che spesso, un piccolo gruppo di volontari con scarsi mezzi, ma tanta passione, può ottenere risultati uguali o persino maggiori di tante altre realizzazioni che hanno divorato nel tempo enormi risorse.
Mauro Minola
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