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La decisione, che
rientra nelle iniziative per la valorizzazione delle Montagne Olimpiche
di Torino 2006, ha suscitato parecchie perplessità, soprattutto
negli ambientalisti radicali e negli amanti della bici da montagna, che
vedono messo in pericolo il loro terreno di escursione e di divertimento.
Da molti mi è stato chiesto un parere, come esperto di archeologia
militare.
La questione, al di là delle diverse opinioni, impone alcune riflessioni:
occorre innanzitutto premettere che tutte queste strade militari, realizzate
tra fine XIX secolo e la prima metà del XX, sono delle vere e proprie
opere d'arte, anzi preziosi reperti di archeologia militare, da conservare
e da valorizzare in modo un po' più sistematico di quanto sia stato
fatto fino ad oggi. Negli anni Sessanta e Settanta quasi tutte le rotabili
militari sono state dismesse dal demanio militare e assegnate ai Comuni
e alle Province. Enti che, non avendo grandi disponibilità economiche,
non hanno quindi potuto provvedere alla loro regolare manutenzione. Risultato,
buona parte della rete stradale militare è oggi in rovina.
Ben vengano quindi i pochi, sporadici, direi anche illuminati, interventi
di ripristino su alcuni settori, come la strada del Colle Finestre e la
strada provinciale 173, meglio conosciuta come rotabile dell'Assietta;
ma si parla anche di futuri interventi sulla strada del Pramand, una vera
meraviglia e un museo archeologico militare all'aperto che vale la pena
di non far cadere nell'oblio.
Personalmente non sono favorevole all'asfaltatura e spiegherò subito
perché: come studioso di opere militari, prediligo il restauro
conservativo, che mantenga per quanto possibile, intatte le caratteristiche
del manufatto. Ora come si sa queste rotabili avevano un fondo selciato,
e tale dovrebbe rimanere ancora oggi: diventa essenziale invece a ricostruire
ponti, fossi, muretti di scarpa e di controscarpa e quant'altro risulta
danneggiato dalle ingiurie degli uomini e dall'ingiurie del tempo .
E' quello che comunque si prevede di fare. Per ovviare poi alle esigenze
di manutenzione, è stato proposto di asfaltarle: l'asfalto è
ovviamente più comodo, non solo perché favorisce il transito
dei mezzi motorizzati, ma anche perché è più facile
da riparare al momento del bisogno: il rinnovo del selciato originario
richiede l'apertura di cave (e qui sappiamo che il Parco Orsiera-Rocciavrè
si è dimostrato contrario) e, paradossalmente, una manutenzione
più costosa. I fautori dell'asfalto dicono inoltre che esso sarebbe
il rimedio contro le grandi quantità di polvere che vengono sparse
attorno al tracciato dai mezzi che vi transitano e che inquina l'ambiente.
Da quello che si sa l'asfaltatura si limiterebbe soltanto al tratto Pian
dell'Alpe-Colle delle Finestre, in vista del Giro d'Italia e Tour de France
(lato discesa), mentre il tratto Colletto di Meana-Colle delle Finestre
rimarrebbe a fondo naturale (tratto di salita). Per la strada dell'Assietta
si parla di un auspicabile ripristino generale delle opere d'arte e di
un consolidamento con manto alla francese (a grana grossolana) di alcuni
piccoli tratti soggetti a smottamenti. La maggior parte del tracciato
dovrebbe quindi rimanere intatta. Per questa rotabile è inoltre
previsto un intervento di valorizzazione storico-culturale, con la posa
di cartelli, realizzazione di piazzole di sosta ecc.
Personalmente auspico anche che vi sia un maggiore controllo dei motociclisti
che scorazzano nei pascoli e sui trinceramenti dell'Assietta. Non dimentichiamoci
che nei pressi vi sono le fosse comuni dei caduti della battaglia del
1747 e la zona, oltre all'elevato valore storico, è un sacrario
che merita il rispetto del visitatore. All'Authion (Sospel), ad esempio,
è possibile percorrere il circuito automobilistico (asfaltato),
ma è obbligatorio parcheggiare nelle apposite piazzole di sosta:
guai a sostare sui pascoli con auto, moto e persino MTB.
Sono comunque d'accordo con chi chiede che in montagna vi sia meno asfalto
possibile.
Un ultima osservazione: spesso si invoca l'esempio che ci viene dalla
vicina Francia, che maniene parecchie strade a fondo naturale per preservare
l'ambiente montano. Ma non è tutto così scontato: anche
in Francia le strade di montagna asfaltate rivestono una certa importanza
turistica. Ecco un piccolo elenco di rotabili militari asfaltate francesi
e italiane:
Circuito
dell'Authion Parco Nazionale del Mercantour (Sospel)
Colle Izoard
Colle Galibier
Colle Iseran
Colle Lombarda Valle
Stura
Colle Fauniera (CN) ci passa il Giro d'Italia
Colle Valcavera Stura di Demonte percorso del Giro
Limonetto-Colle di Tenda indispensabile per accedere al Colle e visitare
i forti; in inverno è pista da sci
Mauro Minola
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