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LA
STRADA PRAMAND-FOENS-JAFFERAU
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La strada militare
Pramand-Foens-Jafferau è senza dubbio uno dei bei tracciati dalta
quota della Valle di Susa: si parte dal tratto della statale 24 che
da Exilles conduce a Salbertrand. Ad un bivio sulla destra (indicazioni
Pramand- Grange della Valle), si prende una strada, che con alcuni tornanti
raggiunge la borgata Fenil. Passiamo di fianco quindi alla colonia "Maria
Ausiliatrice" che occupa il sito del Forte Fenil, costruito nel
1891 per controllare la sottostante piana di Salbertrand. Il forte era
armato con ben 8 cannoni da 12 ARC/Ret, collocati in una unica grossa
casamatta protetta da una lastra in ghisa spessa oltre 20 cm.
Al secondo bivio, prendiamo la strada per il Forte Pramand. Dopo la
frazione Moncellier la strada non è più asfaltata, occorre
procedere con prudenza per tutti gli altri otto chilometri, nei quali
il tracciato si sviluppa sul fianco del monte, superando diversi impluvi.
Tra questi segnaliamo in particolare limpluvio del rio Secco,
superato da un robusto ponte, oltre il quale la salita è più
difficoltosa, anche per la presenza di numerose pietre sul fondo stradale,
e il rio Chanteloube, attraversato da una corta galleria con funzione
di paravalanghe.
Finalmente si giunge al Colletto Pramand (2087 m)
A sinistra, presso gli ormai diruti baraccamenti a servizio del presidio,
si prende una stretta carrozzabile che sale verso sud est, in un ambiente
aereo e selvaggio, fino alla piatta vetta del monte Pramand, interamente
occupata dai ruderi dell'omonimo forte.
La batteria è costituita da un solido edificio di forma rettangolare
in conglomerato cementizio, con volta alla prova, ancora ricoperta dai
reticolati. Sulla copertura si vedono i pozzi delle installazioni Armstrong
dove vi erano i cannoni da 149/35 A protetti da una cupola di acciaio
a forma di testuggine dallo spessore di oltre 15 cm. Oltre a godersi
il meraviglioso panorama, il visitatore potrà rendersi conto
del vastissimo campo di azione delle artiglierie della batteria, dallo
sbocco delle valli di Bardonecchia e di Oulx, alla catena dello Jafferau,
alla dorsale dell'Assietta.
Ritornando al colletto Pramand, non è da trascurare una fermata
ai marcati ruderi della batteria di appoggio predisposta sull'impressionante
costone roccioso che strapiomba sulla verticale di Pont Ventoux. Qui,
al momento del bisogno, sarebbero stati schierati altri 4 pezzi da 149,
conservati nel magazzino di artiglieria della batteria. Alla sinistra
delle piazzole, sul ripidissimo fianco, vi era l'osservatorio dell'opera.
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| Gli imponenti ruderi
della batteria corazzata del monte Pramand |
Procedendo sulla strada principale, si supera dapprima una corta galleria,
quindi si giunge allapertura della ben lunga Galleria dei Saraceni,
rilevante opera di ingegneria stradale realizzata nel primo dopoguerra
per evitare le continue frane a cui andava soggetta la vecchia rotabile
che correva al di sotto della selvaggia bastionata rocciosa delle Grotte
dei Saraceni. Il tunnel, lungo circa 800 metri, è stato recentemente
restaurato. Se lo si percorre in auto, occorre stare attenti che è
molto stretto e non consente lincrocio di due veicoli, fatta eccezione
per una piazzola costruita a metà del tracciato interno. I pedoni
lo possono evitare, uscendo, dopo poche decine di metri, da unapertura
a sinistra che immette su un sentiero piuttosto esposto - loriginaria
strada militare - che passa sotto le Grotte dei Saraceni.Si tratta di
due enormi caverne, ben visibili anche dal fondovalle, dovute allerosione
delle acque provenienti dalla sommità del Monte Seguret. La tradizione
popolare vuole che tali grotte fossero i covi delle temute bande di
predoni saraceni che infestarono la Valle di Oulx all'inizio del secolo
X. Secondo una leggenda all'interno della grotta più grande sarebbe
nascosto il favoloso tesoro del califfo Abdullah Hassa.
All'uscita della galleria, superati i ruderi di alcuni baraccamenti,
si contorna la conca e si arriva al bivio di quota 2316 m. Svoltiamo
a sinistra per Forte Foens (la strada non è sempre agibile, conviene
accertarsi delle condizioni per non avere spiacevoli sorprese).
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| L'imbocco della Galleria
dei Saraceni |
Forte Foens fu eretto nel 1897-98 su un costone roccioso che scende
dalla linea di cresta sommitale, a monte della borgata Foens da cui
prese il nome, in posizione alquanto arretrata, in modo da dominare
il settore centrale della valle del torrente Bardonecchia, e, dirimpetto,
i pericolosi passaggi dalla Grand Hoche al Colle della Mulattiera.
Superato il muro di difensiva anteriore, in parte diruto, si entra nell'ameno
piazzale della batteria, occupato quasi interamente da un solido edificio
rettangolare con volta alla prova, dove si trovavano gli alloggiamenti
ed i magazzini. Con una rampa erbosa a fianco dell'ingresso si può
salire sulla copertura della costruzione, dove troviamo le piazzole
dei 4 cannoni da 15 ARC/Ret su affusto da posizione e puntati verso
ovest, sulla conca di Bardonecchia.
Dal bivio di quota 2316 m dell'itinerario per il Foens, saliamo a destra
(soltanto con mezzi fuoristrada) raggiungendo Colle Basset. Da qui saliamo,
con numerosi e ripidi tornanti (5 km), alla vetta del monte Jafferau,
occupata interamente dai resti dell'omonima batteria. Il percorso è
segnato dai ruderi, a volte imponenti, di numerosi baraccamenti eretti
alla fine del XIX secolo per servire le varie batterie campali di alta
quota.
La Batteria Jafferau, realizzata nel 1896-98 sulla cresta del monte
omonimo, risultò una delle fortificazioni più alte delle
Alpi, seconda solo alla famosa Batteria Chaberton che sorge sopra Cesana
e Claviere. Lopera fortificata fu in servizio fino allultima
guerra e i suoi cannoni colpirono ripetutamente la zona di Modane, la
stazione ferroviaria, il paese e i numerosi forti francesi che ostacolavano
lattacco italiano iniziato il 21 giugno 1940.
Dalle piazzole della linea pezzi, che presentano marcati i resti dei
paioli di artiglieria, si può apprezzare un magnifico colpo d'occhio
su tutte le cime della conca di Bardonecchia.
CONTINUA....